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Psicofarmaci: soluzione rapida o placebo?

Spesso quando soffriamo di insonnia, agitazione, ansia, calo dell’umore o depressione viene istintivo rivolgersi al medico per chiedere un aiuto farmacologico. Gli psicofarmaci sono una soluzione sicuramente più rapida (gli ansiolitici agiscono in poche ore, gli antidepressivi in qualche settimana) e meno faticosa di un percorso psicologico, che invece richiede tempo e impegno.

Tuttavia l’assunzione di medicinali non è sempre l’opzione più indicata: numerosi studi dimostrano infatti come antidepressivi e ansiolitici abbiano un’efficacia paragonabile al placebo.

Con il termine placebo si intende una sostanza priva di principi attivi specifici somministrata come se avesse un’effettiva efficacia farmacologica che genera per questo il miglioramento di sintomatologie organiche o mentali. Tali sostanze vengono spesso somministrate nei trial clinici per valutare la validità dei farmaci, sottoponendo a gruppi di volontari il medicinale o il placebo (senza che essi siano a conoscenza della categoria di appartenenza) e misurando i relativi miglioramenti.

Per quanto riguarda gli antidepressivi, numerose ricerche* hanno paragonato farmaci e placebo, dimostrando come i risultati tra i due campioni siano molto simili (tranne nei casi di depressione severa in cui una terapia farmacologica sembra avere esiti migliori). Negli studi vengono inoltre sottolineati gli effetti collaterali di tali medicinali (nausea, disfunzioni sessuali, tendenza ad ingrassare, dipendenza…), così come il maggior rischio di ricadute rispetto ad approcci alternativi.

I ricercatori evidenziano come un percorso terapeutico abbia non solo maggiore efficacia ma sia anche protettivo per il decorso futuro del disturbo. Infatti è bene ricordare che sintomi come tristezza, difficoltà a prender sonno o agitazione, non sono una disfunzione che “si aggiunge” alla persona ma sono sempre significativi e indicativi del modo di essere di ognuno di noi e per questo andrebbero indagati e approfonditi.

Se soffri di insonnia, agitazione, ansia, calo dell’umore o depressione e vuoi indagare e risolvere queste problematiche, puoi lasciare un commento con la tua esperienza o contattarmi al 3357251196 o a [email protected]

N.B. In caso si voglia terminare l’utilizzo di una terapia farmacologica si consiglia di non interromperla in autonomia ma rivolgersi al proprio medico di fiducia per scalare progressivamente il medicinale.

*Cipriani, Comparative efficacy and tolerability of antidepressants for major depressive disorder in children and adolescents: a network meta-analysis, The Lancet, 2016

Kirsch, Antidepressants and the Placebo Effect, Hogrefe, 2014

Kirsch et al, The Emperor’s New Drugs: An Analysis of Antidepressant Medication Data Submitted to the U.S. Food and Drug Administration, American Psychological Association

Un mio contributo a riguardo sul portale Psicologi Italia

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